sabato, maggio 21, 2005

Nick Mason ed io


Non mi sarei mai aspettato di poter intervistare Nick Mason così. La notizia mi è arrivata inaspettata, una sera, leggendo la posta. L'appuntamento era fissato, mancavano i dettagli. Nick quel giorno aveva deciso di anticipare la partenza, quindi anche il nostro incontro sarebbe stato anticipato, magari in taxi verso l'aeroporto o, magari, in una saletta di Linate. Meglio ancora: a pranzo! Così è stato, e ricordo l'emozione, la tensione che mi aggrovigliava lo stomaco tanto da farmi pensare: "E chi ce la fa a mangiare qualcosa?". Con Franco eravamo oltre la soglia del locale, parlando del più e del meno, ma con gli occhi sempre a fissare quella porta che prima o poi si sarebbe aperta. Ed ecco lui, insieme a Federica che l'accompagnava. Un signore distinto, vestito molto semplicemente e con l'aria un po' disincatata. Ho cercato in quei momenti di non far tremare la voce ripetendomi che in quell'istante non dovevo essere il fan ma il giornalista. Dovevo sapere, dovevo "toccarlo" quel Nick che era uscito finalmente dal poster che per anni avevo tenuto appeso in camera. Le domande che seguirono non hanno molto importanza, così come le risposte. Non ricordo che cosa ho mangiato. So solo che ad un certo momento Nick mi ha versato del vino e io a lui l'acqua minerale. Io seduto a tavola con il mito. Ripetevo a Franco che non potevo credere a quello che stavo vivendo, che non riuscivo a comprendere come avessi potuto avvicinare così tanto un uomo visto, prima di allora, soltanto da 100 metri di distanza durante i concerti di tanti anni fa. E riguardo ora le foto di quel giorno, anche quella "rubata" a Nick mentre fa una smorfia 'digerente', o quella - ben più preziosa - del timido giornalista che tiene il microfono davanti al suo viso.

domenica, aprile 24, 2005

Topolino piange... ancora


Ho usato un famoso titolo apparso sulla copertina del settimanale Epoca nel 1966, per annunciare la scomparsa di Walt Disney. Topolino piange ancora perché è scomparso Romano Scarpa, il più grande disegnatore italiano dei personaggi disney. Fu lui, insieme all'altro indimenticabile genio che era Giovan Battista Carpi, ad aprirmi il mondo dei colori. Gli parlai per qualche minuto al telefono alcuni anni fa. Lui già aveva lasciato la sua Venezia e viveva in Spagna. Fu una grande emozione, come quella dei bambini che vedono per la prima volta una cosa di cui hanno soltanto sentito parlare. Poco altro da aggiungere. Mi mancherà.

Ho 37 anni

Un compleanno non determina un cambiamento di vita. Ho 37 anni da un giorno e sono contento della vita che fino ad ora mi sono costruito attorno. Comincio, però, da qui e da questo momento a scriverne i pensieri e le azioni. Vorrei annotare qui tutto quello che osservo dalla finestra o per strada. Vorrei fermare qui le fotografie che altrimenti archivio soltanto nella mia testa. Foto, filmati e suoni. Milioni ne ho messi da parte.