Questo è il rendering di quello che diventerà il mio quartiere. Cambia tutto nella zona nord est di Milano, con palazzoni e grattacieli, un tunnel per le auto sotto la Stazione di Porta Garibaldi, e un parco "flat". A sinistra in basso si vede mezza sede nuova della Regione. Speriamo bene.
mercoledì, giugno 06, 2007
sabato, giugno 10, 2006
Forse sono monotono
Temo di sì, sono monotono. Ma che ci volete fare. I Pink Floyd, nelle loro varie espressioni, sembrano tornati a nuova giovinezza. E io cerco di non perdermeli. Il 4 giugno un giovinetto di 62 anni, Roger Waters, ha saltellato di qua e di là sul palco all'Arena di Verona per quasi tre ore. Ero lì, a pochi metri da lui. Un concerto da ricordare con gli occhi e con la mente. Una settimana prima, nello stesso luogo, erano apparsi - un po' più da lontano - gli altri eroi del mio personale rock: gli Eagles. Non c'è da aggiungere nulla. La pelle d'oca tarda a riassorbirsi.
mercoledì, maggio 17, 2006
Nel frattempo ho 38 anni...
Live8, Londra 2 luglio 2005

E' passato quasi un anno. Un lungo giorno grigio, a tratti freddo, che si chiuse con un tramonto da sogno. Un autobus fino al centro e poi a piedi lungo Piccadilly fino all'ingresso principale di Hyde Park. Un po' di confusione con gli accrediti, ma poi ero lì, a pochi metri dal palco che sarebbe diventato rovente. "It's 2 o'clock in London and this is Live8." Un'interminabile lista di artisti, dall'emozione degli U2 con Paul McCartney alla noia di Pete Doherty, dalla frenesia di Robbie Williams alle lacrime per i Pink Floyd. Poi i chilometri per tornare, ma con i piedi più felici che fumanti. E a casa di Lara subito su Bbc per riascoltare il meglio.
sabato, maggio 21, 2005
Nick Mason ed io

Non mi sarei mai aspettato di poter intervistare Nick Mason così. La notizia mi è arrivata inaspettata, una sera, leggendo la posta. L'appuntamento era fissato, mancavano i dettagli. Nick quel giorno aveva deciso di anticipare la partenza, quindi anche il nostro incontro sarebbe stato anticipato, magari in taxi verso l'aeroporto o, magari, in una saletta di Linate. Meglio ancora: a pranzo! Così è stato, e ricordo l'emozione, la tensione che mi aggrovigliava lo stomaco tanto da farmi pensare: "E chi ce la fa a mangiare qualcosa?". Con Franco eravamo oltre la soglia del locale, parlando del più e del meno, ma con gli occhi sempre a fissare quella porta che prima o poi si sarebbe aperta. Ed ecco lui, insieme a Federica che l'accompagnava. Un signore distinto, vestito molto semplicemente e con l'aria un po' disincatata. Ho cercato in quei momenti di non far tremare la voce ripetendomi che in quell'istante non dovevo essere il fan ma il giornalista. Dovevo sapere, dovevo "toccarlo" quel Nick che era uscito finalmente dal poster che per anni avevo tenuto appeso in camera. Le domande che seguirono non hanno molto importanza, così come le risposte. Non ricordo che cosa ho mangiato. So solo che ad un certo momento Nick mi ha versato del vino e io a lui l'acqua minerale. Io seduto a tavola con il mito. Ripetevo a Franco che non potevo credere a quello che stavo vivendo, che non riuscivo a comprendere come avessi potuto avvicinare così tanto un uomo visto, prima di allora, soltanto da 100 metri di distanza durante i concerti di tanti anni fa. E riguardo ora le foto di quel giorno, anche quella "rubata" a Nick mentre fa una smorfia 'digerente', o quella - ben più preziosa - del timido giornalista che tiene il microfono davanti al suo viso.
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